Complesso architettonico Gori - Martini
a Serre di Rapolano

Gli elementi architettonici di proprietà della famiglia Gori-Martini sorgono nella parte più alta delle Serre e si sviluppano nella zona nord-est del paese. Il complesso edilizio, importante sia planimetricamente che volumetricamente, è costituito dal Palazzo, adibito esclusivamente ad abitazione padronale, dall’ala annessa del Granaio, dall’Oliviera e dal Giardino Pensile, che contiene altri edifici come la Torre, la casa del Fattore e la Serra, che, nell’insieme, assolvono alla funzione più ampia di fattoria. Tutti i fabbricati si sviluppano su una superficie utile di circa 1600 metri quadrati e il tutto costituisce un elemento organico ed unitario.
Il Palazzo è collocato in piazza XX settembre e l’aspetto attuale di castello medioevale è frutto di un consistente intervento di restauro operato nel 1885. L’edificio è collegato al Giardino Pensile da un passaggio pedonale sulla porta di Serraia che dà accesso al paese.
Il luogo dove sorge il giardino è ricavato dall’antico Cassero bizantino delle Serre; qui era situato il vero e proprio palazzo di proprietà prima dei Cacciaconti, poi di Ugo Dei Rossi. La descrizione degli ambienti interni di questo edificio si può ricavare dall’inventario dei beni della famiglia Dei Rossi, pubblicato sul libro “Un popolo, un Castello” di Rossolini e Lecchini.
All’inizio del 1400 il palazzo viene distrutto dai senesi e la famiglia si sposta negli edifici adiacenti adibiti a fattoria convertendo una parte di essi in abitazione. Dopo le vicissitudini della famiglia Dei Rossi tutto il complesso viene acquisito dalla Grancia dell’Ospedale di Santa Maria della Scala e successivamente venduto alla famiglia d’Elci, già proprietaria di immobili e terreni nel circondario.
E’ da parte di questa famiglia che sarà ceduto ai Martini di Siena.
Nel 1647 la famiglia Gori, originaria di Firenze, e che successivamente sia per importanza sia per ricchezza avrà maggiore rilevanza, s’imparenta per mezzo del matrimonio (avvenuto in seconde nozze) tra Benedetto Gori con Giuditta Martini di Cesare e Ippolita Piccolomini. E’ Giuditta Martini che si porterà in dote i possedimenti delle Serre. Nel 1689, morto senza eredi Ottaviano, fratello di Benedetto, tutte le proprietà Gori-Martini passano in mano a Giuditta e da allora i due cognomi saranno affiancati.